Autoassicurazione Aziende Sanitarie

Sull'onda di quanto era già avvenuto negli Stati Uniti, anche in Italia sono aumentate le cause per sinistri dovuti a malasanità.
L'orientamento giurisprudenziale prevalente nel corso degli ultimi anni è sempre più favorevole a riconoscere ampie liquidazioni sui sinistri da negligenza medica – medical malpractice.
Sono progressivamente aumentati i titoli di danno riconosciuti, cui è corrisposto un aumento, più che proporzionale, dei premi assicurativi che le Aziende Sanitarie sono state chiamate a versare per la copertura dei rischi.

Le Compagnie di Assicurazione hanno aumentato i premi. Le tariffe tra il 2004 ed il 2013 sono raddoppiate, determinando un quadro generale di polizze disdette dalle ASL, e di Compagnie costrette a non presentarsi neppure alle gare, ed a ritirarsi dal mercato.
Inoltre, a fronte di diverse decine di milioni di euro pagati in premi alle Compagnie di Assicurazione, ammontano a meno della metà i risarcimenti effettivamente riconosciuti ai pazienti che denunziano di non essere stati curati adeguatamente.
Per questi motivi, alcune Regioni hanno deciso di procedere ad una gestione centralizzata del rischio sanitario. Diverse amministrazioni regionali del nord Italia hanno costituito appositi fondi unici regionali, con i quali viene garantito il finanziamento dei risarcimenti per danni a terzi causati nell'esercizio dell'attività sanitaria da parte delle Aziende Sanitarie, ospedaliere e IRCCS facenti parte del SSR, fino ad un determinato importo massimo. Alle Compagnie, disposte ad assicurarle, viene lasciato l'onere di coprire solo i danni catastrofali.

La fuga delle Assicurazioni dalla Sanità italiana sembra essere un fenomeno inarrestabile.
La spesa assicurativa è in costante aumento, e nel 2012 ha raggiunto la media italiana di quasi 4.000 euro a posto letto. Gli errori chirurgici risultano essere la principale causa di richiesta di risarcimento danni.
Ciò ha reso le polizze ASL sempre più care, costringendo il management delle strutture ad adottare quanto prima strategie di Auto-Assicurazione.
Le aziende ospedaliere della Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Emilia Romagna, e la Toscana per prima, hanno messo in atto piani di razionalizzazione del trasferimento assicurativo, smettendo di indire nuove gare per la copertura assicurativa RCT.

Secondo l' Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, gli scopi sarebbero:

  • Risparmiare la quota di costo corrispondente all'utile di impresa;
  • Posticipare la rilevazione a Bilancio Regionale (per cassa) delle uscite per indennizzi e franchigie assicurative, altrimenti rilevate per competenza dalle aziende sanitarie ed ospedaliere;
  • Favorire un processo di sviluppo di know how specifico di settore;
  • Acquisire diretta gestione/definizione delle politiche di liquidazione sinistri;
  • Compensare eventuali asimmetrie nell'accesso al mercato dei servizi assicurativi da parte delle diverse aziende regionali, ovvero sopperire all'assenza di offerte assicurative, riscontrate in alcuni casi;
  • Favorire, attraverso il confronto interaziendale, una maggior consapevolezza riguardo la correlazione tra la gestione del rischio clinico, le best practice in tema di qualità e standardizzazione dei processi, e le ricadute economico finanziarie sui bilanci di aziende e regioni.

L'Autoassicurazione, oltre ad offrire un importante risparmio di spesa, migliora il rapporto tra medico e paziente, ed aumenta la sicurezza per entrambi.
Tuttavia il tasso di successo dell'adozione del regime di Autoassicurazione dipende dal grado di efficienza nella gestione dei sinistri che gli organi regionali dovranno dimostrare nel tempo, ammesso di avere a disposizione una solida base dati.
Per la gestione dei Sinistri medmal è fondamentale che le Aziende Sanitarie pubbliche e private non solo si affidino a loss adjuster esperti, ma che questi gruppi di lavoro siano anche dotati di strumenti software gestionali specializzati.